Scegliere il regime alimentare

Meglio il cibo secco o quello umido?

Per i nostri amici a quattro zampe è fondamentale la questione alimentazione, sappiamo bene infatti che il sistema immunitario del gatto parte dallo stomaco e che prendersi cura della sua alimentazione significa occuparsi di un aspetto fondamentale della sua salute.
La domanda che molto spesso ci poniamo è quella del titolo: meglio il cibo secco o meglio quello umido? Cerchiamo di conoscerli meglio per poter valutare i diversi aspetti di ognuno.
Il cibo secco è più comunemente conosciuto come “croccantini”: si tratta di un mix di ingredienti tra cui carne, pesce e verdure che vengono frullati e privati dell’acqua. In questo modo i croccantini si conservano di più e non hanno un odore forte, rappresentano inoltre il cibo ideale per prevenire tartaro e placca. Tra gli aspetti negativi c’è sicuramente la concentrazione di cibo che, a parità di peso, è molto più calorico del cibo umido e rischia di favorire l’obesità canina.
Un consiglio: se il vostro gatto mangia cibo secco, non dimenticatevi di lasciargli sempre una ciotola di acqua.
Il cibo umido, al contrario, è ricco di acqua e risulta essere più appetitoso per il gatto, nonostante abbia un carico calorico inferiore rispetto al cibo secco. I gatti tendono a bere molto poco, quindi inserire liquidi nel cibo potrebbe essere un aiuto importante. Il cibo umido tende ad essere maggiormente tollerato dai gatti più anziani che hanno problemi intestinali oppure dai più piccoli, soprattutto se in fase di svezzamento. Un aspetto negativo di questo tipo di alimentazione è il prezzo leggermente più alto rispetto al cibo secco, e l’odore un po’ più forte che potrebbe creare odori non proprio gradevoli in casa.
La scelta, quindi, tra cibo secco e cibo umido dipende molto dal vostro gatto e…dai suoi gusti!

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Il gioco che non può mancare

Quale tiragraffi scelgo per il mio gatto?

Il tiragraffi è il gioco per gatti che non può mai mancare in una casa. Per chi non lo conoscesse si tratta di una struttura più o meno alta dotata di piani di appoggio o piccole cucce che permettono al gatto di giocare, arrampicarsi e, all’occorrenza, riposarsi. I bastoni e i ripiani che costituiscono il tiragraffi sono di legno o di cartone resistente e ricoperti di corda: in questo modo i nostri mici avranno modo di farsi le unghie…senza distruggere i mobili!
Nei negozi di animali trovate diverse tipologie di tiragraffi che di classificano principalmente per dimensione. Se il tuo amico a quattro zampe è un gattino piccolo, non avrà necessariamente bisogno di un tiragraffi molto alto, anzi, uno di piccole dimensioni andrà più che bene. Più il gatto cresce e maggiore dovrà essere la resistenza della struttura, quindi un tiragraffi di medie dimensioni potrebbe essere la scelta migliore. Fate attenzione: non serve necessariamente che sia un tiragraffi con molti piani ma di sicuro dovrà essere in grado di sostenere il peso del gatto anche quando deciderà di saltarci direttamente sopra.
Infine ci sono i tiragraffi ad albero, chiamati così proprio perché simulano la presenza di un albero sul quale il gatto può fare delle belle arrampicate. Inutile dire che per poter tenere in casa una struttura di questo tipo è necessario avere uno spazio piuttosto ampio ma di sicuro farà la felicità del nostro cucciolo! 

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Quando i nostri gatti si ammalano

Come somministrare medicine ai gatti

Talvolta succede che anche i nostri animali domestici si ammalino e curarli non è sempre così facile, in particolare se parliamo di gatti. Ogni gatto, si sa, è caratterialmente diverso: potrebbe esserci il micio più predisposto al rapporto umano con il quale si può giocare e quello più indipendente, che si spaventano facilmente e non si fanno toccare facilmente.
Come fare quando siamo costretti a somministrare ai nostri gatti le medicine? In primis occorre ricordare che solo il veterinario può prescrivere medicine per gli animali e se conosce un po’ il vostro amico a 4 zampe saprà anche indicarvi il migliore metodo di somministrazione.
Qualora il vostro gatto avesse bisogno di prendere una pastiglia un consiglio che possiamo darvi è quello di polverizzarla, mescolandola al suo cibo. Fate attenzione che mangi effettivamente tutto, i gatti sono spesso piuttosto furbi! In alternativa potreste provare a bloccarlo dolcemente con un asciugamano e fargli deglutire la medicina, di sicuro non sarà piacevole ma avrete la certezza che abbia effettivamente preso la medicina.
Se la patologia che colpisce il vostro gatto è più seria e sono necessarie delle punture, sappiate che solo il veterinario è autorizzato a farle, si tratta infatti di una procedura particolare che necessita di un professionista.

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Arriva la primavera e i nostri gatti cambiano il pelo

Come sopravvivere al cambio del pelo

È primavera e, si sa, insieme alle temperature miti arriva anche il tanto temuto cambio del pelo dei nostri amici gatti. Coraggio, è una tortura comune a tutti i padroni di gatti! Il cambio del pelo avviene due volte l’anno, in primavera e in autunno. Mentre in autunno il nostro micio “smette” il pelo più fresco per quello più caldo e soffice dell’inverno, in primavera accade il contrario. Il momento peggiore è il cambio primaverile, perché si passa da un mantello molto folto a uno decisamente più leggero. Ma quali sono i metodi per sopravvivere a questi due appuntamenti fissi? In primis occorre armarsi di pazienza e, perché no, scherzarci su: di sicuro tra padroni di gatti sarà facile riconoscersi!
D’aiuto potrebbe essere spazzolare bene il micio, in modo da levare in un’unica volta parte del pelo in eccesso, di sicuro nei giorni seguenti ne troverete meno in giro per casa. Abituate il vostro gatto a sottoporsi a questa pratica periodicamente, potrebbe diventare anche un modo per coccolarlo.
Vi consigliamo di prestare attenzione che il vostro gatto nel leccarsi non ingerisca troppo pelo, causando poi diversi problemi di digestione. Aggiungete magari qualche goccia d’olio d’oliva nel cibo, lo aiuterà ad evitare problemi con i boli di pelo. Preferite, in queste fasi, un’alimentazione ricca di grassi omega3 e omega6, magari utilizzando integratori specifici facili da trovare nei negozi di animali.

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