Mal dell'esca: protocollo tecnico per il contenimento suggerito dal prof. Michele Borgo

Il mal dell’esca viene considerato una tra le principali e dannose malattie della vite ed è provocato da un complesso di funghi che, una volta penetrati attraverso le ferite, vivono a carico del legno imbrunendo e disseccando i tessuti fino a provocare la formazione della carie. Esso associa varie forme di malattia, tutte responsabili del deperimento delle piante, i cui sintomi variano in funzione della intensità dei danni al legno e che sono evidenti su foglie, grappoli, tralci e tronco.

 

 

Scarica il protocollo per il contenimento del mal dell'esca del professor Michele Borgo.

 

 

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I sintomi classici del mal dell’esca sono rappresentati dalla comparsa di tipiche tigrature fogliari: presenza di macchie inizialmente decolorate, poi estese fra le nervature fogliari fino a confluire ai bordi, di varia ampiezza, di colore giallastro ma, perlopiù, rossastre (anche su vitigni a bacca bianca). I tralci tendono a seccare ed agostano in maniera irregolare; anche i grappoli seccano o raggrinziscono parzialmente, oppure portano acini marmorizzati con punteggiature e striature epidermiche bruno-violacee.

 

L’incidenza e la gravità dei sintomi risultano più accentuate dopo periodi estivi piovosi; variano da un anno all’altro e in funzione della suscettibilità varietale: le cv Glera, Sauvignon bianco, Manzoni bianco, Riesling, Cabernet Sauvignon, Corvina risultano molto suscettibili.

 

 

  

 

 

Tutti i dati e le foto qui riportate sono prese dalla relazione tenuta dal professor Michele Borgo nelle riunioni organizzate da Gruppo Manara il 7 marzo 2017 a Vidor e il 23 marzo 2017 a Settimo di Pescantina.

 

Dal momento che non esistono fitosanitari in grado di curare il mal dell'esca è importante la fase di prevenzione.

 

Soprattutto durante le fasi dopo la potatura, quando i tagli possono far penetrare all'interno funghi, è importante procedere ad una azione preventiva.

 

Patriot Dry è un agrofarmaco biologico che contiene ceppi naturali dei funghi antagonisti Trichoderma asperellum e Trichoderma gamsii. Patriot Dry è particolarmente indicato nella prevenzione degli attacchi di funghi parassiti dell’apparato radicale e del colletto quali: Rhizoctonia solani, Sclerotinia sclerotiorum, Verticillium dahliae, Thielaviopsis basicola, Phytophthora capsici. I funghi antagonisti, dopo l’applicazione, colonizzano il terreno e le radici delle colture e agiscono sottraendo spazio ed elementi nutritivi ai funghi patogeni e attaccando per via enzimatica le loro pareti cellulari.
Patriot Dry è altresì indicato per prevenire l'ingresso dei funghi responsabili del "mal dell'esca" nelle ferite di potatura della vite. E' quindi importante applicare Patriot Dry in via preventiva.